La zona d’interesse” di Martin Amis

pp. 312
Einaudi
settembre 2015
ISBN 9788806223540
€ 20,00

Al Kat Zet, la zona d’interesse, la vita scorre placidamente: madri che passeggiano con le figliolette, ricchi pasti serviti alla mensa ufficiali, tediosa burocrazia negli uffici, caldi incontri nelle alcove. Tutto intorno un’altra vita – se questa è vita – freme e spira, a centinaia, a migliaia, giù per le fosse, su per i camini. Ma qui, lungo il viale alberato della zona d’interesse, comprendente terreni, officine e centro residenziale delle SS, due amici d’infanzia – Golo Thomsen, ufficiale di collegamento fra l’industria bellica e il Reich, nonché nipote del gerarca Martin Bormann, e Boris Eltz, capitano valoroso e senza scrupoli – possono fantasticare sulle morbide forme della procace Hannah Doll, moglie dello spietato Kommandant del campo, come in un qualunque caffè del centro. Qui si può ridere del tatuaggio sul braccio delle Haftlinge – «il tuo numero di telefono?» – e affogare il grattacapo di una partita di 150 unità femminili troppo deperibili in una dose extra di buon brandy. Il grottesco per parlare dell’orrore. Amis affida quella dimensione al più allucinante e macchiettistico dei suoi molti antieroi, Paul Doll, che con i suoi tic, le sue ansie e le sue lascivie, con il suo straniante pastiche linguistico, incarna tutto l’assurdo del regime. «E io, in modo vago e confuso, mi chiedevo se la storia del Nazionalsocialismo si sarebbe mai potuta svolgere in una qualunque altra lingua…», osserva Golo. Della tragedia che da quel regime promana è invece interprete Szmul, capo dei Sonderkommando, «gli uomini piú tristi del Lager». Szmul il corvo del crematorio, Szmul che traffica in cadaveri, ma, nel momento estremo della scelta, sono i suoi occhi morti ad accendere della luce della coscienza la vita che gli sopravvivrà. E resta spazio, nel catalogo delle esperienze umane travolte dall’orrore, per l’investigazione dell’amore in tempo di strage, attraverso il racconto dei turbamenti passional-sentimentali dell’arianissimo Golo, terza voce narrante del romanzo. Ma può nascere qualcosa di buono sullo sfondo dei camini? Martin Amis torna a cimentarsi con la ferita mai rimarginata dell’Olocausto, e lo fa con la più dirompente delle espressioni umane: una caustica risata.

Da questo romanzo è stato tratto il film di Jonathan Glazer, La zona di interesse, vincitore nel 2024 di due Premi Oscar come Miglior film internazionale e Miglior sonoro.

Martin Amis è stato uno scrittore britannico. Si è distinto per il suo modo di guardare il mondo, inquieto e mai banale, talvolta sgradevole, ma sempre straordinariamente letterario. Figlio del notissimo scrittore Kingsley Amis, prima di dedicarsi completamente alla scrittura narrativa il giovane Martin ha collaborato con il London Observer, il Times Literary Supplement e il New Statesman, di cui è diventato direttore all’età di 27 anni.
La sua produzione letteraria comprende romanzi, racconti, saggi e sceneggiature, con cui si è guadagnato la fama di autore satirico tra i migliori del suo tempo.
Martin Amis si è spento il 19 maggio 2023 in seguito a una malattia.

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