Lunedì 24 (ore 21) e mercoledì 26 novembre (ore 19) al Cinema Galliera (via Matteotti 27, Bologna) verrà proiettato per la la prima volta a Bologna il documentario “Chiamami don Matteo – Zuppi, il vescovo di strada” di Emilio Marrese, prodotto da Si Produzioni di Luigi Tortato. Info e prenotazioni: http://www.cinemateatrogalliera.it e 389 605 5155
Il doc è già stato presentato in anteprima sabato 25 ottobre alla Festa del Cinema di Roma e lunedì 3 novembre al Glocal Doc Festival di Varese.
L’Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), Sua Eminenza Cardinale Matteo Maria Zuppi preferisce essere chiamato don Matteo, vive in una casa di riposo per sacerdoti e gira in bicicletta. Ma si ribella alla definizione di “vescovo di strada”: “Dove dovrebbe stare altrimenti un prete se non in strada?” ribatte. Cita il Vangelo, San Francesco e i papi, ovviamente, ma anche la Costituzione, Francesco Guccini o Alda Merini.
Nato nel 1955 a Roma, formatosi nella Comunità di Sant’Egidio, esperto in mediazioni internazionali, è stato membro delle commissioni di pace Onu in Mozambico e in Burundi ed è stato incaricato della missione di pace tra Ucraina e Russia da Papa Francesco
Tra i candidati favoriti alla successione di Bergoglio, ha visto popolarità e consenso crescere notevolmente (“Mi hanno stupito i giovani che dicevano di tifare per me”) anche tra i non credenti. In questo documentario racconta anche le emozioni e i retroscena personali nei giorni del Conclave che ha poi portato all’elezione di papa Leone XIV l’8 maggio 2025.
Don Matteo inoltre, stimolato dalle provocazioni dell’attore Alessandro Bergonzoni in un dialogo intimo, spiega nell’arco di una sua giornata tipo, ricca di incontri e momenti privati o pubblici, perché “non esiste un’emergenza immigrazione”, perché “l’uomo nel benessere è un animale che non capisce”, perché “il clericalismo è una distorsione che produce abusi”, perché la Chiesa “deve cambiare prospettiva”, perché “la politica senza spirito né morale è pericolosa”, perché “il contrario della paura non è il coraggio, ma l’amore”.
Questo documentario parte dal lavoro realizzato dallo stesso Marrese nel 2019 (“Il Vangelo secondo Matteo Z.”) per offrire una nuova necessaria versione con 35 minuti inediti e 49 rielaborati dalla precedente. Il risultato è un racconto molto più ricco, completo e coinvolgente che appassionerà e stupirà anche chi ha già apprezzato il primo film.
SI Produzioni




