Le associazioni di autori ed autrici esprimono viva preoccupazione per il ddl presentato da Fratelli d’Italia volto a introdurre nel codice penale il reato di apologia di “fatti, metodi, principi o comportamenti propri delle associazioni criminali di tipo mafioso”. Nell’introdurre la norma la deputata Varchi fa esplicito riferimento tra l’altro alla produzione e diffusione alle serie televisive che mitizzano personaggi reali o immaginari delle varie associazioni criminali di stampo mafioso lasciando intendere che le narrazioni audiovisive possano “istigare concretamente taluno a commettere tali reati”.
Nel rispetto dei principi costituzionali di libertà di espressione, crediamo necessario affermare una posizione chiara rispetto ad una proposta di legge che introduce una logica censoria, e legittima possibili forme di controllo editoriale sulle opere audiovisive.
Riteniamo essenziale il diritto di cinema e audiovisivo di poter affrontare ogni aspetto, anche il più controverso, della realtà, per proporre agli spettatori una narrazione del passato e del presente del Paese il più possibile libera, diversificata, scomoda e plurale.
Chiediamo quindi a tutte le forze politiche di opporsi a questo disegno di legge censorio e di improntare l’annunciata riforma del settore alla massima tutela della libertà di espressione.

100autori – Associazione dell’Autorialità Cinetelevisiva
AIDAC – Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi
AIR3 – Associazione Italiana Registi ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici
ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici
WGI – Writers Guild Italia

In voga