Hanno rubato un tram è una commedia che narra le disavventure di un conducente di tram Cesare Mancini – nato e cresciuto a Roma, trasferitosi a Bologna dopo essersi sposato con una ragazza del luogo -, causate dalla rivalità esistente fra lui, interpretato da Aldo Fabrizi, e il caposervizio Rossi. Diretto inizialmente da Mario Bonnard, il film sarà ultimato dallo stesso Fabrizi. Seppure non accreditato all’epoca, Sergio Leone è aiuto regista e compare nella sequenza del ballo, nei panni del presentatore dell’evento. A firmare il soggetto è l’allora esordiente Luciano Vincenzoni – lo ricordiamo per le sue future collaborazioni come soggettista e sceneggiatore con Pietro Germi e Sergio Leone.
Ma Hanno rubato un tram è anche un importante documento storico visivo della città del dopoguerra e della sua rete tranviaria, il film è girato in buona parte al Florida, il circolo aziendale estivo dell’ATC (Azienda Trasporti Consorziali di Bologna).
Vi appare, in veste di avvocato, un personaggio noto ai cittadini bolognesi, Oreste Biavati (1890-1971), venditore ambulante di lamette e oratore a braccio del mercato la Piazzola. In alcune scene è impiegato il signor Testi, un vero manovratore di tram di Bologna.
Viste dal tram, si possono riconoscere alcune strade e piazze del centro, da piazza Malpighi a Strada Maggiore, da via San Vitale a piazza Minghetti. Vi sono inoltre immagini del deposito periferico della Zucca, alla Bolognina.
Il film sarà presentato venerdì 24 luglio al Modernissimo.
foto: Lia Rainer, Aldo Fabrizi e Lucia Banti in una scena di Hanno rubato un tram




