È un inizio ottobre ricco di grande cinema a Bologna, con diversi registi che incontrano il pubblico in sala per raccontare le loro nuove opere.
Giovedì 1 ottobre Ali Asgari presenta Un po’ di luce al cinema Odeon di via Mascarella alle 21.00.
Il regista incontra il pubblico anche al cinema Bellinzona di via Bellinzona al termine dello spettacolo delle 21.15.
Venerdì 2 ottobre Gianni Amelio incontra il pubblico al cinema Odeon al termine dello spettacolo delle 20.45 di Nessun dolore.
Sabato 3 ottobre Anna Foglietta presenta il suo esordio alla regia Una storia all’Odeon alle 20.30. La regista sarà al Bellinzona al termine dello spettacolo delle 21.00.
Sinossi
Un po’ di luce
In concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, Un po’ di luce è il sesto lungometraggio del regista iraniano, già autore degli acclamati Divine Comedy e Kafka a Teheran, ed è stato girato in circostanze particolarmente difficili, con l’inizio della guerra e la minaccia continua dei bombardamenti.
Dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il suo ambulatorio, un medico iraniano perde la fiducia nel futuro. Deciso a togliersi la vita, trascorre un ultimo giorno in visita al fratello, alle sorelle e alla madre per prepararli ad affrontare la sua scelta. La compassione e l’affetto dei familiari finiranno tuttavia per farlo riconciliare col mondo.
Nessun dolore
Davide è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo lascia più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele.
Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento.
Una storia
Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplice fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare in un’altra città, la casa si svuota e l’equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi. Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione. Mauro, cresciuto nel rigore emotivo di un padre autoritario, tenta a suo modo di reagire riempiendo il vuoto, ma finisce per confrontarsi con una fragilità mai confessata. Nel tempo sospeso che segue riaffiorano ferite lontane e desideri dimenticati. Sarà proprio questa crisi intima e profonda a spingerli a guardarsi davvero e a capire se e come possono trasformare se stessi e di conseguenza il loro amore.
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