Lo spazio non è mai neutro. Può stabilire chi appartiene a un luogo e chi ne resta fuori, quali storie diventano visibili e quali vengono cancellate dalle mappe. Parte da questa idea Geografie difformi, il tema scelto da Meet the Docs! Forlì Film Fest per la sua decima edizione, in programma dal 15 al 18 ottobre negli spazi di EXATR.
Quattro giorni dedicati al cinema del reale, con dieci proiezioni, incontri, cortometraggi sperimentali, musica e un focus sui venticinque anni dal G8 di Genova. Nato nel 2017, il festival organizzato da Sunset e Tiresia Media ha costruito negli anni un percorso che intreccia documentario e questioni politiche, sociali e culturali. Dopo Corpi dissidenti, che guardava al corpo come terreno di conflitto e riappropriazione, la nuova edizione sposta l’interrogativo sui luoghi in cui quei corpi vivono e sulle forme di potere che li organizzano. Per il direttore artistico Matteo Lolletti, la difformità diventa così “una condizione generativa”, un punto dal quale osservare diversamente ciò che viene presentato come già dato.
Il programma attraversa geopolitica, questioni di genere e conflitti con titoli provenienti da contesti molto diversi. Il 17 ottobre il mattino è dedicato alle scuole con Romina, il documentario sostenuto dal Fondo Audiovisivo Regionale di Valerio Lo Muzio e Michael Petrolini, che incontrerà il pubblico. In giornata 10s Across the Borders di Chan Sze-Wei, dedicato alla comunità queer del Sud-est asiatico, mentre il 18 ottobre Palestine Comedy Club di Alaa Aliabdallah e Charlotte Knowles segue sei comici palestinesi che attraverso la stand-up affermano la propria resilienza nel contesto del conflitto. Alle questioni di genere appartengono invece Scalfire la roccia – Cutting through rocks di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, Gran Premio della Giuria al Sundance 2025, costruito attorno a Sara Shahverdi, prima consigliera comunale del proprio villaggio nel nord dell’Iran, e Black Box Diaries di Shiori Itō, candidato all’Oscar 2025 come miglior documentario, nel quale la giornalista ricostruisce la propria indagine per denunciare una violenza sessuale subita.
La giornata conclusiva mette maggiormente a fuoco guerre e memoria politica. Il 18 ottobre alle 18 viene proiettato Fiume o morte! di Igor Bezinovic, vincitore del Tiger Award all’International Film Festival Rotterdam 2025, che torna sui sedici mesi dell’occupazione di Fiume del 1919 attraverso una forma di ricostruzione cinematografica. Alle 20.30 segue Khartoum, dedicato a cinque cittadini sudanesi coinvolti nella guerra che attraversa il paese. Nel programma figura anche Una cosa vicina di Loris G. Nese, presentato nel 2025 alle Giornate degli Autori di Venezia.
Il festival si apre però guardando a un conflitto molto più vicino nella memoria italiana. Giovedì 15 ottobre l’intera giornata è dedicata al venticinquesimo anniversario del G8 di Genova. Alle 18.30 inaugura Frame G8, installazione audiovisiva tratta dalla mostra Punti di vista e curata da Carlo A. Bachschmidt, che utilizza le immagini del 2001 come materiale per pratiche di contro-inchiesta visiva. Segue La sospensione: Bolzaneto e il G8 25 anni dopo, incontro costruito a partire dal podcast di Francesca Zanni, con la partecipazione dell’autrice e di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. In serata Un mondo diverso è possibile, film collettivo realizzato nel 2001 attorno al contro-vertice, seguito da un cerchio di parola aperto.
Lo sguardo sulle disuguaglianze interne all’industria audiovisiva entra invece nel panel del 17 ottobre dedicato all’accesso e alla permanenza delle donne nella regia cinematografica. Partecipano Annalisa Commissari di Emilia-Romagna Film Commission, Giulia Rosa D’Amico di Mujeres nel Cinema, Gloria Puppi di Women in Film, Television & Media Italia, Tea Paci del Bellaria Film Festival, Margherita Fontana di Concorto Film Festival e, in collegamento, la regista Chloé Barreau.
Una parte consistente del progetto continua a essere rivolta ai più giovani. Le mattine del 16 e 17 ottobre prevedono proiezioni e incontri destinati agli studenti degli istituti del territorio; sabato pomeriggio vengono presentati tre cortometraggi delle giovani registe Valentina Pietrarca, Veronica Orrù e Gilda Panizza, già passati dal Bellaria Film Festival 2026, mentre domenica trovano spazio i lavori realizzati nel corso Il documentario autobiografico: archivi personali, memoria e identità promosso da CNA Formazione Emilia-Romagna. Anche la musica entra nella costruzione delle quattro giornate. Venerdì 16 Karaoke proibitissimo! raccoglie canzoni censurate o vietate in differenti momenti storici e contesti politici; sabato 17 è previsto il dj set di Dina Botwin, mentre domenica mattina il compositore e cantautore palestinese Tareq Abu Salameh mette in relazione musica tradizionale e improvvisazione contemporanea. Nella stessa giornata è previsto anche un pranzo di raccolta fondi per Gaza.
IL PROGRAMMA COMPLETO
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