La storia inizia a Bari nel 1999 e segue la parabola dei Colonna, una nota e ambiziosa famiglia (padre, madre, due figli e il cane) che si è arricchita nel settore del tessile. Tutto è perfetto e inscalfibile: il figlio è un promettente giocatore di calcio e la figlia comincia a muovere i primi passi, spinta ostinatamente dalla madre (Jasmine Trinca), nel mondo degli spot pubblicitari. Finché un giorno, a seguito di un particolare episodio, tutto comincerà a incrinarsi.
Cosa faresti per mantenere lo status della tua famiglia? Cosa faresti per salvare i tuoi figli? Chi sei disposta a sacrificare? Dall’ambizione all’orrore il passo è breve.
(da qui spoiler al film)
Il film di Paolo Strippoli non mi ha convinto molto, anzi. Una perturbante sensazione accompagna lo spettatore ad ogni scena. Dramma, thriller psicologico e horror rappresentano i mutamenti di una favola nera, borghese, in cui in cambio di successo e ambizione i suoi personaggi, più che altro la madre (vero deus ex machina), sono disposti a fare letteralmente un patto con il Male (mancava solo la bambolina woodoo). Diviso in quattro capitoli (uno per ogni componente della famiglia) più un epilogo tragico e grottesco che sa tanto di apocalisse. E poi: che dire del sangue che sgorga dal rubinetto? E di quella misteriosa valigia con attrezzi chirurgici? Il principio che sta alla base della narrazione ricorda “Saw” (2004), “L’avvocato del diavolo” (1997) e per certi versi anche “Final Destination” (2000).
(riprendi a leggere se hai saltato la parte precedente)
Il film è ambizioso, inconsueto e visionario, per l’attuale panorama cinematografico italiano, ma resta incompiuto e invischiato in più generi, anche in qualche cliché, senza essere né carne né pesce. Il corpo è invece una delle chiavi di lettura più interessanti che ci vengono proposte dal giovane regista barese alla sua quarta opera, così come la simbologia della spirale, infatti “The spiral” è la traduzione del titolo per il mercato internazionale.
Il film è stato scelto per rappresentare l’Italia nella selezione per la categoria del Miglior film straniero alla 99a edizione degli Academy Awards. Designato film della critica dal SNCCI.
Nonostante tutto il film lascia il segno.




