A vincere l’Orso d’oro della 74ma edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino è stata la regista francese di origini senegalesi, Mati Diop con il suo Dahomey, un mockumentary di poco più di un’ora, incentrato sulla restituzione di parte del tesoro del Benin da parte della Francia, che se ne era appropriata durante la colonizzazione alla fine dell’800.

«Come donna francese senegalese, come regista, ho fatto la mia scelta. Sono tra coloro che rifiutano di dimenticare e di accettare l’amnesia come metodo».  A consegnarle il premio è stata la presidente della giuria internazionale Lupita Nyong’o – composta da Brady Corbet, Ann Hui, Christian Petzold,  Albert Serra, Jasmine Trinca e Oksana Zabuzhko. Il premio della giuria è stato invece consegnato a The Empire di Bruno Dumont, mentre il “Grand Jury Prize” è andato a Hong Sang-soo, per A traveler’s needs. Qui sotto, elenchiamo i premi e i titoli vincitori.

Con quest’edizione, si concludono i cinque anni di direzione del festival di Carlo Chatrian (già direttore del Locarno Film Festival) e Mariette Rissenbeek. «Sono un po’ melanconica e felice allo stesso tempo» ha affermato Rissenbeek – che ha anche ricordato il secondo anniversario della guerra in Ucraina, lo scoppio del conflitto fu anticipato due anni fa dal film Klondike – mentre Chatrian si è detto «pieno di gioia. Abbiamo condiviso storie, con la responsabilità di mostrarne alcune e non altre, e immagini che ci muovono. In un periodo in cui abbiamo difficoltà a comunicare, i film ci aiutano a connetterci»

Concorso

Orso d’oro: Dahomey di Mati Diop

Orso d’argento, gran premio della giuria: A Traveler’s Needs di Hong Sang-soo

Orso d’argento, premio della giuria: The Empire di Bruno Dumont

Orso d’argento per il miglior regista: Nelson Carlos De Los Santos Arias per Pepe

Orso d’argento per la miglior interpretazione da protagonista: Sebastian Stan per A Different Man di Aaron Schimberg

Orso d’argento per la miglior interpretazione da non protagonista: Emily Watson per Small Things Like These di Tim Mielants

Orso d’argento per il miglior contributo artistico: The Devil’s Bath di Severin Fiala Veronika Franz (Cinematography Martin Gschlacht)

Orso d’argento per la miglior sceneggiatura: Sterben di Matthias Glasner

Sezione Encounters

Miglior film: Direct action, di Guillaume Cailleau e Ben Russell

Miglior regista: Cidade; Campo, di Juliana Rojas 

Premio speciale della giuria (ex aequo):
The great Yawn of history, di Alyar Rasti
Some rain must fall, di Qiu Yang

Miglior documentario

No other land, di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor

Menzione speciale: Direct action di Guillaume Cailleau e Ben Russell

GWFF – Miglior opera prima

Cu Li Never Cries, di Pham Ngoc Lan

Cortometraggi

Orso d’oro per il miglior cortometraggio
An odd turn, di Francisco Lezama

Orso d’argento, premio della giuria
Remains of the hot day, di Zhang Wenqian

Cortometraggio candidato agli European Film Awards
That’s all for me, di Eva Konnemann

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