La regista esordiente Atefeh Jalali, classe 1985, in concorso nella sezione Orizzonti con Ajar, è stata bloccata, insieme alla troupe, per via del tema politico trattato nel cortometraggio e perché l’attrice protagonista non indossa l’hijab. A rappresentare il film a Venezia ci saranno Alex Loprieno per WeShort e i co-produttori spagnoli della MonkeyFilmmakers.
Una donna e un uomo che hanno una relazione extraconiugale passano la notte insieme a casa della donna. Ma quando la stessa notte la moglie dell’uomo viene arrestata durante una manifestazione, la relazione subisce alcuni cambiamenti.
“Molti anni fa, in una delle sessioni del corso di sceneggiatura, l’insegnante ha portato alla nostra attenzione i film in cui eroe e antieroe sono la stessa persona. Ho continuato a pensarci finché non ho scritto questo film. È un film su una donna che non riesce ad abbandonare una relazione che le fa male, e l’unico ostacolo alla propria libertà è dentro di sé. Ciò che le dà il coraggio di soddisfare questo bisogno è il movimento di liberazione di un’altra donna. Negli ultimi anni le donne iraniane hanno dato vita a un movimento che non ha nulla a che fare con quelli politici maschili. È piuttosto un movimento civico per la libertà e il diritto di scelta. Un movimento che un certo giorno sarà anche arrivato in strada, ma che per certe donne era in corso dentro casa da molto tempo, e si era fatto strada in molte altre case mettendo in discussione le strutture tradizionali e la normalizzazione del predominio maschile.” Atefeh Jalali




