A Seul (Corea del Sud) Na Young e Hae Sung sono due dodicenni che vanno a scuola assieme. Oltre ad un’amicizia provano l’uno per l’altra una cotta adolescenziale, preludio di una stagione amorosa. Ma Na Young, seguendo la propria famiglia, si trasferirà a Toronto mutando il proprio nome in Nora.
Dodici anni dopo troveremo Hae alle prese con il servizio militare e successivamente con i suoi studi universitari in ingegneria, mentre Nora, dopo essersi trasferita a New York, è diventata un’affermata sceneggiatrice. Complici i social, Nora scoprirà che quell’allora dodicenne non ha smesso di pensare a lei.
Opera prima della regista coreana Celine Song, “Past Lives” trae spunto da un episodio vissuto dalla regista e drammaturga e che sarà il cardine/cuore dell’intero film (vedi ad esempio la scena iniziale con una sorta di narratore esterno che preannuncia il tutto). Forte è anche l’impronta teatrale data dalla formazione della Song, con inquadrature semplici, funzionali e ritmi lenti. “Past Lives” racconta del tempo che scorre e del destino che incrocia determinate anime invece di altre (con tutta la filosofia orientale che c’è dentro: lo in-yun coreano).
Delicato e malinconico è un film sull’amore senza esserlo pienamente; un film sull’amore sottaciuto e mai esplicitato. Un film sulle relazioni e sul Carpe Diem alla maniera dei latini. Un gioco di sguardi e quel pudore fortemente orientale, composito di silenzi e di sfumature. Ma anche capitoli di un passato da non riaprirsi, pena lo sconvolgimento di certezze assodate.
Nomination agli Oscar come Miglior film e Miglior sceneggiatura originale. Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.
Annotatevi il nome di questa regista, perché è un esordio che fa ben sperare per gli anni a venire.




