8 dicembre 2018: Parigi diviene scenario dell’ennesima manifestazione da parte del movimento di protesta dei gilet gialli, al suo interno si muovono manifestanti di età e ceto sociale differenti. Nel corso della giornata un ragazzo viene colpito da un proiettile di gomma, sparato dalla polizia, riportando danni permanenti alla testa. Stephanie Bertrand, dell’Ispettorato generale della Police nationale (IGPN), la “polizia della polizia”, deve risalire agli agenti responsabili del caso 137 (titolo originale Dossier 137).

Il film, del regista Dominik Moll, è una docu-fiction che racconta le indagini della polizia disciplinare tra omertà, diffidenza e odio. Stephanie deve affrontare l’ostracismo di alcuni colleghi, tra cui il marito, e lo scetticismo dei cittadini comuni, consapevoli dell’impunità delle forze di polizia, restando il più possibile imparziale e attenendosi a una conduzione delle indagini, irreprensibile. Ne esce un film pulito, lineare ma al tempo stesso tagliente in cui la violenza emerge dall’occhio digitale (smartphone, pc, telecamere), costituendo un mosaico investigativo che si va a comporre, piano piano. Ma nonostante le evidenze, la ricostruzione può divenire soggettiva e interpretabile.

Il film mi ha portato alla memoria opere come “ACAB – All Cops Are Bastards” (2012) di Stefano Sollima e “Diaz – Don’t Clean Up This Blood” (2012) di Daniele Vicari, più attente alla spettacolarizzazione degli scontri; accostabile a “Il caso 137” ricordo “Sulla mia pelle” (2018) di Alessio Cremonini. Segnalo anche il pregevole “Shorta” (2020) dei danesi Anders Ølholm e Frederik Louis Hviid.

In evidenza la solitudine della protagonista (vita privata/vita lavorativa), oltre a un senso di giustizia che non sempre prevale, anzi. Tra le note negative l’eccessiva lunghezza (115’). Sul finale avrei optato per un coup de théâtre: (SPOILER) la pubblicazione sui social del video incriminatorio.

Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI. Premio César come Migliore attrice a Léa Drucker.

Classificazione: 4 su 5.

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