E’ morto Fulvio Lucisano, classe 1928, figura che ha reso grande il cinema italiano.
Una carriera di 70 anni, Lucisano ha fondato le società di produzione cinematografica Italian International Film (nel 1958) e Lucisano Media Group e ha lasciato la sua eredità professionale e morale alle figlie Federica e Paola.
Laureato in Giurisprudenza, Lucisano muove i suoi primi passi all’Istituto Luce come produttore di documentari . Oltre 600 i film prodotti e distribuiti, due candidature agli Oscar e collaborazioni con i grandi protagonisti della settima arte italiana.
Tra i suoi successi spiccano i film di Mario Bava (Terrore nello spazio, le spie vengono dal semifreddo), di Mauro Bolognini (Su per le antiche scale), Tre tigri contro tre tigri di Corbucci e Steno, Il tassinaro di Alberto Sordi, Diario di un vizio di Marco Ferreri, la saga Fantozzi, Ninfa plebea di Lina Wertmuller, Il grande cocomero di Francesca Archibugi. Un percorso costellato di riconoscimenti: cinque David di Donatello, quattro Nastri d’Argento e due candidature agli Oscar. Dal 1998 al 2001 è stato presidente dell’Anica.
Tra le sue intuizioni più celebri, c’è quella di aver creduto per primo nel talento di Massimo Troisi, producendo nel 1981 il suo esordio cinematografico, Ricomincio da tre.
Distinguendosi per una spiccata intuizione imprenditoriale, ha accompagnato l’evoluzione del cinema italiano, dal grande cinema popolare degli anni Sessanta e Settanta, fino alle commedie degli anni Duemila e alle nuove produzioni televisive.
Nell’ottobre 2007 il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha insignito Fulvio Lucisano del titolo di Cavaliere del lavoro. Nel 2009 è stato premiato con un David di Donatello per i cinquanta anni di carriera.
Nel 2018, in occasione del suo novantesimo compleanno, Laura Delli Colli racconta la sua storia umana e professionale nel volume Fulvio Lucisano, sotto il segno del cinema.




